lunedì 9 maggio 2016

Il percorso


Gioia e diletto di chi corre. E di chi assiste.




Strappi in salita, strettoia in discesa. E scalini. E lunghi rettilinei con curve a gomito. E la 'nostra' curva di San Martino. Il percorso del Palio della Tragia, poco meno di 800 metri tortuosi e impervi, è ciò che rende la competizione veramente unica. Originariamente studiato per toccare quanti più rioni possibili (parte da Corta, attraversa Piazza e Via di Fuori e si chiude nuovamente in Piazza), è diventato il tratto più distintivo di una corsa che come poche altre sa unire fatica, resistenza e velocità.

LA PARTENZA


Lo strappo per eccellenza. Dove si è praticamente sempre decisa la gara. Chi mette la tragia avanti alle altre alla fine della salita ha mezzo palio in mano. Resistenza alla fatica e alla sofferenza, grinta, rabbia. E CUORE. Astenersi sprovvisti di una di queste doti.



GLI SCALERI


Il tratto, a detta di molti, più spettacolare del percorso. Si parte dalla Chiesa, ci si infila dentro i vicoli più stretti del Paese, si passa la curva di San Martino, e si arriva agli scaleri. Only The Brave, solo i coraggiosi: l'errore da NON FARE è pensare. Chiudere il rubinetto del cervello e volare giù: in fondo, solo in fondo, si può riaccendere.

VIA DI FUORI


La volata in cui ci si dà tutto. Qui si possono tentare i sorpassi. Sembra facile ma non lo è: un falsopiano in rettilineo, ma uno strappo lungo. Non mollare, tirare ancora e più forte. Chi è davanti vuole distanziarsi, chi è dietro vuole macinare metri. 

 

L'ARRIVO




E' come la partenza, ma 2.0. Chi tira la tragia lo sta facendo già per la seconda volta. L'acido lattico ha preso possesso dei muscoli, la fatica ti schiaccia e il fiato manca. Il cuore batte ancora forte e batterà ancora di più, perché questa è l'ultima speranza da cavalcare. Gli ultimi metri da percorrere. Davanti e intorno la folla che urla, ma chi tira vede solo la linea. Per passarla per primo

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